Attraverso la fotografia, Carlo Braschi, esprime i propri sentimenti, descrive le proprie pulsioni, dà visibilità artistica alla propria sensibilità, ferma le emozioni di un momento, riflette e argomenta sul nostro tempo, per dare un significato alle sue percezioni visive. Lo fa con stile e coerenza linguistica in un quadro di studio di taglio descrittivo-concettuale e con una connotazione pittorica di radice impressionista. In questo ambito si collocano le sue Esplorazioni, realizzate col sistema Polaroid: “la possibilità di manipolazione del materiale Polaroid - dice - mi ha sempre affascinato”. Sono passaggi che sintetizzano ricognizioni logico-descrittive elaborate dall’autore osservando luoghi e spazi che evocano sentimenti, ricordi, memorie; l’iter tecnico per Braschi è un pretesto per vivere e rivivere, da uno speciale punto di vista, il paesaggio ed esplorarlo a fondo, tra le pieghe e i segreti delle dimensioni interiori, intime e intimistiche. La ricerca del fotografo fiorentino stimola all'interpretazione e all’analisi e disegna profili iconici quasi passionali che evidenziano come siano ben utilizzati e tra loro armonicamente coordinati, nella forma e nei contenuti, gli strumenti e le conoscenze tecnico-scientifiche, sia se considerati a sé, come mezzi d’indagine creativa, sia in quanto veicoli per articolare dinamiche espressive estetico-linguistiche. Al centro della sua produzione c’è il desiderio - in realtà vera e propria necessità interiore - di approfondire i rapporti fra Fotografia e Arte moderna e contemporanea. L’autore coniuga, con equilibrio narrativo e un linguaggio stimolante, le esigenze del proprio “essere”, con la sua innata vocazione allo studio, alla ricerca e alla sperimentazione. Al “fotografo-artista”, come lo definisce Ando Gilardi, interessa conoscere la tecnica, ed è comprensibile, ma soprattutto gli sta a cuore, proprio per una questione di sensibilità culturale e curiosità intellettuale, la sua attenta gestione, perché essa gli permette di dare sostanza linguistica alle percezioni emotive che avverte quotidianamente osservando un luogo, un paesaggio, un contesto, cioè esplorando per vivere e rivivere sentimenti, ricordi, memorie. Carlo Braschi, che fotografa dal 1982 e considera la foto uno specchio dotato di memoria, è attratto “dall’idea di cercare di ripercorrere la storia dell’arte moderna con tecniche fotografiche”, in tutte le sue possibili articolazioni, per il gusto di recuperare momenti di vissuto ormai lontani nel tempo e nello spazio e attualizzarne visibilità e contenuti inediti. (Fausto Raschiatore)

FOTOlogie