Il mio occhio fotografico è insaziabile, dice Francesco Bosso, autore pugliese e viaggiatore curioso, sempre alla ricerca di emozioni visive in grado di soddisfare le sue intime esigenze. Emozioni che poi pone a base di progetti d’indagine fotografica di stimolante respiro culturale. Ricerche strutturate, quindi, capaci di penetrare, tramite la cifra portante che le caratterizza, nel profondo dei luoghi indagati e coniugare l’animo dei contesti con il fascino delle atmosfere. Si tratta di indagini che vanno oltre il visibile, alla scoperta di mondi nuovi e dimensioni espressive inedite. Bosso, in ogni suo lavoro costruisce un mosaico di sequenze visive col quale racconta l’essenza dei luoghi scelti in tutte le possibili articolazioni. Ne scaturisce un notes di scatti che descrive - attraverso una trama iconica curata nei valori tonali, nella composizione, nei contenuti, nelle forme, nei segni - le sensazioni, le percezioni, la memoria e, quindi, l’imprinting della nostra contemporaneità. Riflessioni filtrate da una sensibilità genuina che compendia, stratificandole, osservazioni, interpretazioni e punti di vista. Com’è sintetizzato in “Terre”: uno studio in cui sono coordinati tra loro frammenti di sensibilità raccolti in diversi angoli del mondo negli ultimi sei anni. Una ricerca in b/n sui paesaggi nel mondo: tracce di spazi, ambienti, identità, consuetudini e ritmi naturali; segmenti straordinari e diversi tra loro, ricchi di fascino e di storia, collocati in un ventaglio di visualizzazioni intense e singolari che permettono all’autore di dialogare con i Luoghi, le loro tradizioni, le loro specificità, e capirne le peculiarità. Che sono tante, infinite, in ogni luogo, non importa se piccolo o grande. Non c’è l’uomo in queste foto, né tracce di un suo recente passaggio, ed è una novità per la poetica fotografica di Bosso. Dal dialogo con le Genti è passato a quello con i Luoghi. Infatti, “Terre”, è un collage di ritratti dei luoghi, come dice l’autore stesso. Un reporter che cattura sensazioni e emozioni che trasforma, personalizzate, in immagini. Questo portfolio disegna un nuovo percorso linguistico-espressivo, maturato dopo che Bosso ha frequentato alcuni maestri della fotografia americana. Un contesto, quello Usa, dove tutto è studiato, scientifico, niente è lasciato al caso. Come la stampa, ad esempio, in cui l’estensione tonale è la più ampia possibile. Con “Terre” l’autore di Barletta sposta il suo interesse per la ricerca e la sperimentazione fotografica: si allontana, come dire, dalla Scuola europea, per avvicinarsi ad un’altra nella quale la cultura dell’immagine cerca di coniugare la poesia dell’intuizione personale con il rigore tecnico e tecnologico. (Fausto Raschiatore)

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