Tra Fulvio Bortolozzo (Torino, 1957) e il “Luogo”, inteso come ambito spaziale, segmento materialmente determinato, speciale contenitore di emozioni, c’è da anni un franco e coinvolgente colloquio, del quale siamo testimoni interessati; tra loro c’è qualcosa di più di un feeling come si evince dai lavori fotografici dell’autore piemontese. I due si parlano continuamente, si ascoltano con grande rispetto, in armonia e onestà intellettuale. Nei Progetti elaborati da Bortolozzo è visibile l’articolazione delle “discussioni”, l’intensità delle “argomentazioni”, la profondità delle “riflessioni”, così come sono chiari e percepibili, nella forma e nei contenuti, i diversi “passaggi”, materiali e immateriali, attraverso i quali sono stati discussi e sintetizzati, tra loro, copiosi punti di vista. Le immagini di Bortolozzo sui luoghi - paesaggio, territorio o altro - sono costruite col cuore e sono, se si guarda oltre il significante descrittivo, innervate da una sottile ed elegante valenza concettuale: esprimono e veicolano cioè interpretazioni autentiche dei contesti osservati, pagine libere di un diario intimo, appunti silenziosi di sensibilità, ma anche momenti di riflessione, di trasformazione, richiami visivi, significativi approdi visuali finalizzati al recupero di memorie, tracce di umanità, frammenti di eventi. L’autore esplora i luoghi, ascoltandoli in un atteggiamento di contemplazione, favorito di frequente dalle emozioni che procura il buio, unitamente alla complicità della notte, come in Olimpia, per capirne le specificità, le essenze culturali, disegnarne iconicamente le dinamiche visibili e invisibili che si sono sedimentate col tempo, in quel luogo, tra storia e contemporaneità. Olimpia è un bel viaggio notturno all’interno della Torino dei cantieri, realizzato tra l’aprile 2004 e il febbraio del 2006, ed è “la traccia fotografica degli spostamenti dell'autore attra­verso il paesaggio urbano della nuova Torino olimpica”, quasi “una sonda calata dentro un più universale urbanesimo prossimo venturo”. E’ un progetto curato, organizzato nella composizione, ben strutturato, che contiene uno stimolante rapporto di complicità tra l’autore e i luoghi indagati. Contesti, ambiti, spazi, segmenti o altro. In realtà sono soprattutto contenitori di emozioni, le quali, interpretate, permettono di capire i “Luoghi” e di capirsi in rapporto ad essi. Ed è il messaggio che Fulvio Bortolozzo affida alla sua Fotografia. (Fausto Raschiatore)

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