I Fiori sono i Soggetti attraverso i quali Dominique Bollinger coglie i palpiti, le pulsioni, i ritmi di un segmento straordinario e affascinante della natura. L’autore transalpino elabora da anni, strutturalmente, con successo di pubblico e di critica, una poetica fotografica che si nutre del particolare rapporto che egli ha da sempre con la natura, le sue dinamiche e le sue infinite dimensioni, che gli permette di percepirne i segreti e le meraviglie, anche nascoste, vivendo e facendo vivere emotivamente sensazioni vibranti, intense, profonde. Come in tutte le ricerche dell’artista francese (Lyons, 1950), anche in “Flowers” c’è un raffinato e delicato lirismo, unitamente a tanta musicalità, che permea le immagini di un sedimento di indefinibile tenerezza, donandole una intrigante sensualità. Poesia e musicalità assumono in questi scatti, collegati e coordinati tra loro con equilibrio e armonia, una dimensione narrativa che alimenta lo stile di Bollinger, elevandolo a modello linguistico, a personale percorso artistico, a itinerario di ricerca e studio. Bollinger esplora l’intimità dei Fiori, penetra all’interno del loro mondo, tra le ombre e le forme dei dettagli per carpirne il profumo, la valenza esotica, riuscendo a far “vedere” l’animo, il cuore, l’essenza di queste stupende “creature” della natura, simboli di energia vitale, gioia di vivere, bellezza. Capaci di parlare un linguaggio unico, silente, evocativo. “Flowers” è un lavoro molto intimo e segreto – stampato al platino – con un taglio colto e aristocratico, nel quale domina una profonda spiritualità, realtà immateriale superiore e trascendente, che dà all’indagine una singolare identità, che peraltro caratterizza tutta la produzione fotografica di Bollinger, che dal 1982 vive e lavora in Italia. Si avverte, osservando queste fotografie, delicate, morbide e sensuali di come l’autore, sia nell’osservazione, che nella ripresa e nella successiva definizione delle stesse, si lasci guidare dal proprio “io”, da qualcosa di invisibile: è come se si abbandonasse al fluire imprevisto e imprevedibile del tempo e degli eventi e si lasciasse trasportare dalla propria sensibilità, dai propri sentimenti. Il fotografo francese si immerge in un mondo suggestivo in cui dominano silenzio e immensità: universo magico, improbabile, forse, che in parte collima con il mondo artistico di Bollinger, il cui linguaggio narrativo, sobrio ed essenziale, dà contenuto ad una fotografia elegante, di alto profilo culturale. (Fausto Raschiatore)

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