“Le fotografie di Francesca Bertolini – scrive Michele Smargiassi - sono esperimenti della visione, sono l’analisi della triangolazione tra realtà, specchio, fotografia. Siamo al cuore dell’immagine meccanica, al suo fondamento percettivo e alla sua radice culturale assieme.” Un gioco di percezioni visive, visualizzazioni inedite e singolari, tra reale e irreale, concreto e astratto, costruite da una semplice torsione dell’immagine, una rotazione di 90 gradi. Una trama intrigante di segni e linee che si intersecano a seguito della rotazione del fotogramma, determinando una realtà nuova, tessitura di illusioni e apparenze. Esperimento visivo culturalmente stimolante che è anche un progetto per dare visibilità a interpretazioni intime e per coniugare le riflessioni dello sguardo con i profili del reale. Un “movimento” tanto semplice e disarmante quanto prolifico di situazioni visive inedite che trasla qualcosa in qualcos’altro, oltre l’illusione, su schematizzazioni ignote. L’immagine con la rotazione perde l’identità iniziale, si annulla, la sua dimensione sfuma sull’orizzonte visibile, nella forma e nei contenuti, smarrisce la sua entità e ne assume una diversa; si destruttura, si frammenta, diventa una soggettività indefinibile, dalla quale, e in più direttrici interpretative, si irradia un ventaglio di visualizzazioni inedite, proiezioni mentali, sensazioni emotive. “Illusioni” è uno studio che si propone di leggere e capire la Natura, di coglierne il volto, in tutte le sue possibili articolazioni, tra gli spazi più nascosti, fantasticando su realtà irreali, immagini inesistenti, figure improbabili, illusioni appunto. Fantasticherie all’interno e nell’intimo di paesaggi che si riflettono sulla superficie tranquilla di fiumi, laghi, stagni, canali, specchi d’acqua, tra riflessi, percezioni, simmetrie… Sulla linea della riva, l’asse che delimita e trasla il reale in irreale, il concreto in astratto: il punto di confluenza di due realtà che si guardano, dialogano, dando simmetria all’ambiente e disegnando armonie, equilibri, proporzioni. Una ordinata trama di forme e contenuti fra elementi e parti di un contesto collegati da punti di fuga e prospettive geometriche. Uno spazio e il suo doppio. Un luogo e la sua immagine. Un segmento e il suo riflesso. “Di fronte alla fotografia ruotata – dice l’autrice emiliana - l’osservatore non vede più la realtà delle cose, ma la sua mente tende a riorganizzare l’immagine secondo schemi riconoscitivi frugando all’interno dell’archivio dei ricordi o delle fantasie.” Incontrando infinite identità! (Fausto Raschiatore)

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