Proseguendo sulla strada per Collio, dopo aver superato i resti della Miniera Alfredo, in località Due Ponti notiamo sulla sinistra, in uno slargo dove è possibile sostare, alcune strutture in ferro ben conservate. Si tratta degli impianti di classificazione e di caricamento del Cantiere Ester, realizzate negli anni '50 per ottimizzare i trasporti del materiale e appartenenti al complesso della Miniera Torgola, che incontriamo dopo circa un chilometro, alla quale erano collegati da una lunga galleria di carreggio. L'avvento della elettrosiderurgia nell’era moderna diede alla Miniera Torgola la possibilità di incrementare la sua produzione, che raggiunse il culmine tra gli anni '50 e '60. Per anni, insieme alle miniere Alfredo e S. Aloisio, la Torgola garantì un duro ma sicuro lavoro a molti abitanti dell'Alta Valtrompia, almeno fino al 1999 quando, ultima fra le miniere triumpline, concluse la sua attività. I sistemi di coltivazione della fluorite, diversi da quelli impiegati per la siderite, venivano realizzati in grandi cameroni collegati fra loro da gallerie e da pozzi verticali serviti da ascensori. Il materiale scavato subiva una lunga serie di complesse operazioni che portavano al suo arricchimento. Oltre al Cantiere Ester, della Miniera Torgola restano oggi visibili le grandi strutture di superficie. Sulla sinistra orografica del fiume Mella sono localizzati gli impianti di flottazione della fluorite, mentre sulla destra si possono vedere gli uffici e l'imbocco della galleria di carreggio che permetteva l'accesso alla miniera. Attualmente la miniera ha uno sviluppo di alcune decine di chilometri di gallerie scavate su 11 livelli compresi tra quello più alto, il S. Berta di quota 895, e quello più basso, il quinto livello di quota 478. (Diego Baroni)

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