Vasco Ascolini indaga le bellezze del museo. Il reale osservato viene, attraverso le immagini, ricollocato in un contesto nuovo che il fotografo innerva del proprio sentire, per cui, il Soggetto acquista una dimensione inedita, come se fosse approdato in una atmosfera unica e coinvolgente. Il tutto si snoda in un gioco di momenti diversi che ridisegnano, in un luogo straordinario, come il Museo Rodin, una dimensione fantastica, che i valori tonali del bianco e nero contribuiscono ad arricchire ed a rendere più stimolante culturalmente. Emerge la sensibilità di Ascolini che riesce a far penetrare il fruitore nel contesto indagato, dando, dei luoghi osservati, una rappresentazione ben strutturata e una valenza estetica che, vestita dell’Io dell’autore, amplia per dimensione e narratività, l’universo del Rodin. L’equilibrio compositivo è, con la gamma tonale, coordinato e fluido, e costituisce l’asse portante della poetica linguistica del fotografo reggiano. Ascolini osserva ed interpreta un mondo affascinante, qual è appunto il Rodin, e lo fa con semplicità, concretezza e creatività. Dalle immagini emerge il legame tra l’autore ed i luoghi, i soggetti, gli spazi, le atmosfere; tra essi si stabilisce un rapporto di complicità creativa. Pochi elementi, coordinati e coniugati tra di loro, in una trama narrativa tessuta con gusto estetico e delicatezza descrittiva, danno una dimensione quasi irreale dell’ambiente in un quadro sintattico elegante. Belli i dettagli sui quali Ascolini si sofferma, personalizzandoli, in un gioco di inquadrature e di luce ben strutturati. Tutto è sobrio, narrato con partecipazione emotiva e una terminologia iconica ben argomentata. La stampa è curata, i bianchi e i neri – unitamente alle tonalità intermedie, silenti e disponibili - si fondono con discrezione in un gioco ritmico pregevole. Ogni scatto è caratterizzato da pochi elementi nell’ambito di una scrittura fotografica efficace; Ascolini osserva e penetra nell’intimo del contesto, congela il momento sul quale si sofferma, lo veste della sua sensibilità e lo consegna al fruitore. Tra le righe c’è sempre un messaggio, una riflessione, la sintesi di un punto di vista. Un ambiente classico, letto da un occhio moderno che rimodula il contesto dandogli una più ampia visibilità: sia come taglio storico che come attualizzazione dei momenti propri degli scatti, unici ed irripetibili. (Fausto Raschiatore)