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Laboratorio di foto, video ed elaborazione digitale delle immagini in Maputo, Mozambico
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Un lato chiuso da mura, tre aperti. Vista dall'alto la discarica è incastonata nel quartiere, come fosse una sua naturale estensione. Siamo ad Hulene, periferia di Maputo, capitale del Mozambico. La discarica è una sterminata miniera a cielo aperto. Cumuli di terra e rifiuti. Uomini, donne e bambini la battono in lungo in largo quotidianamente. Armati di un ferro ricurvo estraggono tutto ciò che è riciclabile, alluminio, ferro, plastica, nutrimento quotidiano. Lixiera la chiamano in portoghese. Bocaria nel loro dialetto shangan. Molto più di una risorsa, di un posto di lavoro. E' spazio esistenziale, rifugio e casa, luogo d'incontro e scontro, di rifiuto e solidarietà, luogo di gioco e danza. Un paradosso, un ossimoro, un luogo e la sua gente sospesi in un sottile equilibrio tra disperazione e intensa, vitale leggerezza. Questo il mondo che passa attraverso gli occhi dei ragazzi del laboratorio di comunicazione A Mundzuku Ka Yina (Il nostro domani), nato qui ad Hulene nel luglio del 2008, grazie a Roberto Galante e all'Associazione Basilicata-Mozambico di Matera. La mattina i ragazzi attaccano presto il lavoro in discarica e poi vengono nella Escola da Imacolada di Hulene ad imparare foto, video ed elaborazione digitale delle immagini, a raccontare le storie, i personaggi, gli eccessi e le passioni che attraversano la Bocaria e il Bairrio. |
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