Percorrendo gli spazi dell’Atelier F, ognuno può provare sensazioni diverse, addirittura contrastanti, ma nel contempo tutte portano ad una comune consapevolezza della libertà di crescita dell’espressione creativa. Zigzagando tra le dense e cromatiche tracce che gli studenti, nel tempo, hanno lasciato e stratificato nei singoli spazi loro dedicati, viene da immaginarli ancora al lavoro. Sui pannelli, in evidenza, è rimasto tutto quello che eccedeva il loro gesto creativo, una volta asportato il supporto dalla parete. Una sorta di rilettura in negativo del pathos che accompagna il gesto artistico stesso. Tutto quello che resta del giorno della creazione! Un di più che racconta della ricchezza delle enfasi e di talune evidenti estasi ma anche della distanza dal fine cesello propria dell’arte contemporanea. Davvero uno spazio vissuto, dove si sovrappongono Vita e Arte in un connubio davvero molto poco scindibile.

Devo un particolare, sentito ringraziamento all'amica pittrice Marina Zaffalon per la sua preziosa collaborazione.
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