Nella primavera del 1975 si verificò un "evento artistico" destinato a mettere in crisi tutte le precedenti letture delle relazioni intercorrenti fra il paesaggio e la sua rappresentazione attraverso il mezzo fotografico. A Rochester (NY), presso l' International Museum of Photography (George Eastman House) veniva organizzata la mostra "NEW TOPOGRAPHICS, Photographs of a Man-Altered Landscape. Gli autori invitati dal curatore, W. Jenkins, erano: Robert Adams, Lewis Baltz, Bernd ed Hilda Becher, Joe Deal, Frank Gohlke, Nicholas Nixon, John Schott, Stephen Shore ed Henry Wessel jr. Appartenevano tutti alla generazione che era cresciuta in pieno boom post-bellico. Nei loro lavori tendevano a dimostrare che l'affermarsi della cultura dei centri commerciali, dei motels e dei "parchi industriali" non necessariamente doveva essere intesa come un istanza di progresso, anzi la loro critica li indicava come segni estremi di un vero e proprio fallimento. I Nuovi Topografi attuavano un'approccio fotografico che non voleva, deliberatamente, avere pretese artistiche e si poneva in aperto contrasto con la visione popolare della wilderness di Ansel Adams. Allo stesso modo non condividevano le scelte estetiche di altri fotografi come Stieglitz, Edward Weston e Minor White che avevano evidenziato nei loro lavori una visione drammatica e sensuale del rapporto con la natura. Nelle foto di Ansel Adams et altri, in quelle epiche immagini, ricche di perfezione tecnica, svettanti montagne, tronchi secchi e contorti mancano i segni della civiltà (bidoni dei rifiuti, turisti, pali del telefono) che, ad arte, venivano "eliminati" dalla scena. I N.T. cominciarono a campionare quella che per loro era una rappresentazione del "vero" più adeguata alla realtà. Nella pretesa di essere "neutrali", il loro approccio alla rappresentazione finì per assumere un taglio più antropologico che critico, più "scientifico" che "artistico". Nicholas Nixon dichiarò che "il Mondo è infinitamente più interessante di qualsiasi opinione io possa avere su di lui". Joe Deal aggiunse che: "la più straordinaria delle immagini è la più "prosaica" con il minimo coinvolgimento (giudizio morale e preferenze personali)" e che lui avrebbe voluto definitivamente eliminare le: "bizzarrie del cielo e dell'orizzonte". E Lewis Baltz, con la lucidità che contraddistingue tutto il suo lavoro, sentenziò che: " Il documento fotografico ideale dovrebbe apparire senza autore ed intento artistico", mentre in un altra occasione dichiarò: "Spero che queste fotografie siano sterili, che non ci siano ulteriori coinvolgimenti emotivi".. Adottando un punto di vista "freddo", sottolinevano gli aspetti sublimi delle cose di tutti i giorni. Un vero e proprio stile senza stile.


American Photographers
FOTOlogie