Portomarghera ha vissuto attraverso la "pelle" dei suoi lavoratori ed attraverso l'evidente degrado del suo habitat la "grande" stagione della chimica italiana. Ciò che resta da raccontare, ora, in attesa di nuovi e, speriamo, più "rispettosi" insediamenti produttivi, è un paesaggio scarno, risicato, tirato, tracciato, che, mentre narra dolorosamente il suo passato, (che attende ancora una eleborazione storico-politica adeguata) cerca di recuperare un suo futuro, una sua progettualità. Dedico questa "pagina" agli inconsapevoli "eroi" di questa nostra "età della plastica".